mercoledì 18 luglio 2007

Articoli su Repubblica

Ieri è apparso su repubblica per una manciata di minuti l'articolo sul vaffanculo day in contemporanea con la sentenza della cassazione che dichiara il vaffa non più offensivo.

Letti in modo separato non dicono molto, unendo le due cose ci viene praticamente detto che se diremo in coro vaffanculo ai dipendenti pubblici che siedono sulle loro poltrone dorate da oltre 1/4 di secolo nessuno ci potrà condannare per ingiuria.

ecco i due articoli di repubblica :

Assolto un consigliere comunale di Giulianova che se l'era presa col vicesindaco
"Certe parole e frasi ormai non hanno più un carattere offensivo"

Cassazione, il 'vaffa' non è un'offesa
"Ormai fa parte del linguaggio comune"

(17 luglio 2007)
ROMA - Da oggi chi ha problemi con datori di lavoro, conoscenti o parenti potrà fare uno sforzo in meno per controllarsi. Un "vaffa" infatti non è più un'offesa: ormai fa parte del linguaggio comune. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, che ha assolto un consigliere comunale di Giulianova (Teramo) dall'accusa di ingiuria perché aveva mandato a quel paese il vicesindaco durante un consiglio comunale.

E' stata così ribaltata la precedente sentenza del Tribunale di appello de L'Aquila. Secondo il giudice, ci sono "talune parole ed anche frasi che, pur rappresentative di concetti osceni o a carattere sessuale, sono diventate di uso comune ed hanno perso il loro carattere offensivo".

Roma, 15:07

CORTE CONTI: OK BEPPE GRILLO, VIA I POLITICI CORROTTI

Via, per sempre, i politici corrotti: chi riveste una carica pubblica e viene condannato in via definitiva per "cattiva amministrazione", non deve avere la possibilita' di candidarsi di nuovo. A sorpresa, la Corte dei Conti si dichiara d'accordo con la proposta, che definisce "un po' forte, clamorosa", come quella di Beppe Grillo che recentemente ha depositato alla Cassazione una richiesta di legge popolare per un "Parlamento pulito". Il procuratore generale della magistratura contabile Claudio De Rose, in occasione di una riflessione sui risultati raggiunti dalla Procura generale in vista del suo prossimo collocamento a riposo, si spinge ancora piu' in la': "Chi e' condannato in via definitiva deve essere destituito dalla carica che riveste". L'ineleggibilita' e la revoca del mandato dovrebbe riguardare in particolare chi si macchia di corruzione in tema di appalti o di frodi comunitarie, fenomeno questo che "non accenna a diminuire". Sulla stessa linea, il viceprocuratore generale aggiunto Mario Ristuccia: "C'e' una domanda nel paese di corretto uso delle risorse pubbliche. Se c'e' un amministratore che le usa in modo distorto, una sanzione accessoria di questo tipo sarebbe la garanzia di cui la Nazione avrebbe bisogno".

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